Il Teatro Corsini ha registrato un vero trionfo il 25 aprile 2025, grazie alla straordinaria interpretazione di Silvia Frasson nello spettacolo "Poveri Noi. Storia di una famiglia nella tragedia della guerra".

Attraverso gli occhi di Savina, una bambina fortunata cresciuta in una famiglia modesta ma serena, Frasson racconta il lento e drammatico precipitare della quotidianità durante la guerra. Savina è figlia di un casaro e di Gabriella Degli Esposti, partigiana insignita della Medaglia d’Oro al Valore Militare. Una famiglia che, tra l’orto, il pollaio e il pane bianco con la mortadella, deve presto fare i conti con la repressione fascista.

La narrazione, affidata alla voce intensa e delicata di Silvia Frasson, fa rivivere gli orrori dei rastrellamenti, delle incursioni aeree e delle violenze subite, mantenendo il pubblico in un silenzio carico di emozione. "Poveri Noi" non racconta solo la storia di una famiglia, ma quella di tante famiglie italiane dell’epoca, storie spesso tramandate a voce da nonni e genitori.

Sul palco, la Frasson trasporta gli spettatori a Castelfranco Emilia, tra le mura della casa di Savina, dove la madre utilizzava la lana delle coperte per confezionare maglioni destinati ai partigiani nascosti nei boschi. Il racconto si fa ancor più crudo quando si arriva ai momenti più drammatici: la madre, conosciuta col nome di battaglia "Belella", viene catturata, torturata e uccisa, senza nemmeno il conforto di un funerale celebrato. Un dolore che si fa palpabile in sala.

Il testo, scritto con il contributo di Savina Reverberi Catellani, porta il pubblico a sperimentare la disperazione ma anche il coraggio di chi ha lottato per la libertà. In un crescendo di emozione, la storia si chiude con il ritorno del padre, sopravvissuto, in un paese profondamente cambiato. "In quel palazzo dove la tenevano prigioniera oggi sorge un centro commerciale", recita amaramente il copione, in una battuta che avrebbe potuto chiudere lo spettacolo, ma Savina sceglie invece di proseguire, per onorare la memoria.

Realizzato con il sostegno di ANPI sezione di Valsamoggia, Comune di Valsamoggia, Regione Emilia-Romagna e con il patrocinio di Amnesty International Italia, lo spettacolo è vincitore del Premio Giacomo Matteotti 2023 – XIX edizione, riconoscimento promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per i temi di libertà e giustizia sociale.

Alla fine della serata, tra applausi scroscianti e occhi lucidi, il pubblico ha tributato un lungo e sentito omaggio a una delle opere teatrali più toccanti degli ultimi anni.

 

Massimiliano Miniati