A San Pellegrino, una frazione del Comune di Firenzuola, monta il malcontento per la gestione del Centro di Accoglienza Straordinario (CAS), ne abbiamo parlato qui. I cittadini denunciano disagi e un senso di abbandono da parte dell'amministrazione comunale, con un sindaco accusato di aver rimandato le proprie responsabilità. La situazione, che perdura da oltre due anni e mezzo, è ritenuta insostenibile dalla comunità locale. 

Con una lettera accorata, i residenti si sono rivolti direttamente al Prefetto per ottenere risposte e soluzioni concrete, dopo che i loro appelli all’amministrazione sono rimasti senza esito. "Non avendo ricevuto nessuna conferma su una data di incontro con il Prefetto da parte del sindaco, noi cittadini abbiamo proceduto a presentare un esposto per spiegare direttamente al Prefetto i disagi causati dall’apertura del CAS di San Pellegrino," recita l’inizio della lettera inviata dai residenti.

Tra i punti centrali delle lamentele emersi sia dalla lettera sia dall’esposto inviato al Prefetto, i cittadini evidenziano la sproporzione tra residenti e ospiti del CAS con oltre 50 migranti in una frazione di 58 abitanti, con solo 20 residenti vicini al centro. Questa situazione rende difficoltosa ogni ipotesi di integrazione. Le Carenze infrastrutturali e di servizi, mancano trasporti adeguati, servizi sanitari e strutture di supporto necessarie per garantire una convivenza sostenibile. Problemi di sicurezza e igiene con giardini pubblici trasformati in estensioni del CAS, con rifiuti abbandonati e strutture fatiscenti, mentre i luoghi di socializzazione diventano inaccessibili ai residenti, specialmente a bambini e famiglie. L'assenza di controllo e monitoraggio: i cittadini richiedono informazioni su eventuali problematiche sanitarie o precedenti penali tra gli ospiti, oltre alla richiesta di un monitoraggio costante per garantire la sicurezza pubblica.

Ecco la lettera dei cittadini di San pellegrino:

Non avendo ricevuto nessuna conferma su una data di incontro con il prefetto da parte del sindaco, noi cittadini abbiamo proceduto a presentare un esposto per spiegare direttamente al Prefetto i disagi causati dall’apertura del CAS di San Pellegrino. Il sindaco in qualità di massima autorità responsabile per la salute e sicurezza dei propri cittadini, ha mancato il suo impegno rimandando continuamente ad altri le responsabilità sulla sicurezza dei cittadini di San Pellegrino che sono costretti ad una convivenza impossibile da oltre 2 anni e mezzo.

Abbiamo più volte ribadito all’amministrazione comunale la nostra necessità di trovare una soluzione al disequilibrio fra abitanti e profughi, ma nonostante le tante promesse, la politica firenzuolina anche nell’ultimo consiglio ha dimostrato di non saper trovare un punto d’incontro nel risolvere i problemi dei cittadini. Molte volte alle nostre richieste ci è stato risposto che l’amministrazione comunale non ha nessun ruolo né responsabilità sul CAS ma le politiche e le leggi sull’immigrazione dicono altro. 

A San Pellegrino mancano mezzi di collegamento che permettano ai profughi l’accesso ai servizi sanitari e di prima necessità. Per spostarsi i profughi hanno due corse in autobus per e da Firenzuola verso Imola, ed il più delle volte sono costretti a percorrere 6 km a piedi o in bicicletta per arrivare a Firenzuola.

Vicino al CAS siamo solamente una ventina di abitanti ed i profughi sono 50-55, com’è possibile parlare di integrazione senza un progetto e senza che venga previsto nessun incontro periodico tra gestore e abitanti per stabilire regole di comportamento nei luoghi di pubblico accesso?

Vogliamo risposte e confidiamo nel Prefetto per averle. Vogliamo sapere le motivazioni che hanno portato la commissione esaminatrice, di cui doveva far parte anche il sindaco di Firenzuola, a deliberare l’apertura del CAS di San Pellegrino, dove ci preme anche ricordare che nel  corso degli ultimi 30 anni la popolazione è stata messa in difficoltà prima con oltre 10 anni di lavori per il passaggio della TAV di cui ancora paghiamo le conseguenze fra rumori e strade dissestate, po si sono concesse case a disagiati sociali di vario genere e adesso l’Albergo che diventa un CAS.