Ieri, giovedì 26 settembre, il caso Forteto è tornato al centro dell’attenzione con due eventi di grande rilevanza. Da una parte, a Roma, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta ha ripreso i propri lavori con la deposizione di Stefano Mugnai, ex parlamentare e figura chiave nel far luce sugli abusi avvenuti all’interno della comunità di Vicchio.

Dall’altra, a Firenze, davanti al Giudice di Pace del Tribunale, si è svolta un’udienza per diffamazione che vede coinvolti Giuseppe Aversa e altri membri del cosiddetto “Comitato Minori Abbandonati dallo Stato”, in relazione all’invio di una lettera, nel maggio del 2020, ai sindaci mugellani, ai rappresentanti della Regione Toscana e ai membri della Commissione Bicamerale. Nella missiva, Sergio Pietracito, presidente dell’Associazione Vittime del Forteto, veniva falsamente descritto come un "fondatore pentito" del Forteto. Gli autori della lettera sostenevano che, con il suo operato, Pietracito avrebbe causato danni notevoli ai partecipanti ai programmi di assistenza, definendolo un "pentito" e, soprattutto, paragonandolo al "santone" della setta. Il contenuto della missiva attaccava direttamente Pietracito, criticandolo per aver paragonato il Forteto al caso Bibbiano e per il suo atteggiamento riguardo alle modalità con cui l’associazione Artemisia e la Regione Toscana gestivano il supporto psicologico alle vittime.

Il presidente dell’Associazione Vittime del Forteto ha sottolineato di non essere mai stato un fondatore del Forteto, come è facilmente verificabile dalla storia della vicenda, né di avere nulla di cui pentirsi. Pietracito ha ricordato di aver subito personalmente abusi all'interno della comunità e di aver lavorato per 12 anni senza salario né TFR, rivendicando così il suo ruolo di difensore dei diritti delle vittime avendole aiutate persino con denaro e ospitalità a casa propria. 

L’udienza di ieri, tuttavia, ha visto un rinvio del procedimento a marzo 2025. La vicenda giudiziaria resta quindi aperta, prolungando ulteriormente il dibattito attorno a un caso che continua a scuotere la Toscana e l’opinione pubblica nazionale. Nonostante fosse stata richiesta dallo stesso Pietracito una semplice lettera di scuse per chiudere questa vicenda surreale, la questione rimane irrisolta.

La giornata di ieri segna dunque un altro capitolo importante nella lunga e complessa storia del Forteto, dove le ferite delle vittime e le tensioni istituzionali restano ancora vive. Da un lato, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta prosegue il suo lavoro, dall’altro, la battaglia legale e morale per la giustizia continua a vedere momenti di scontro e controversia.

A seguire il video completo della audizione di Stefano Mugnai presso la Commissione d'Inchiesta: