Il Centro Accoglienza Straordinaria di San Pellegrino, nel Comune di Firenzuola, è stato posto a commissariamento. A guidarlo temporaneamente sarà Marco Brintazzoli, direttore della Società della Salute Mugello, ora nominato Commissario in attesa di una nuova cooperativa che lo potrà gestire. 

Ma cosa significa il commissariamento e cosa prevede? Quando un'azienda si trova in una situazione di crisi e non riesce a gestire efficacemente i propri problemi interni, può essere necessario attuare il commissariamento. Questa misura straordinaria prevede l'assegnazione temporanea del potere decisionale a un commissario esterno, il quale ha il compito di riorganizzare e ristrutturare l'azienda al fine di superare le difficoltà e ripristinare la stabilità.

La misura è stata prevista, in tal caso, a causa dell'interdizione dei vertici della Cooperativa Aurora, gestore del CAS di Firenzuola. Nei confronti della Presidente della Cooperativa, dell'ex marito e del padre il Gip del tribunale di Ancona ha emesso la misura dell'interdizione ad avere rapporti e stipulare contratti con la pubblica amministrazione nei prossimi di 10 mesi in quanto accusati del reato di truffa allo Stato per l'accoglienza di migranti. Al momento i fatti contestati riguarderebbero esclusivamente le strutture marchigiane gestite dalla cooperativa. 

I responsabili della cooperativa avrebbero attestato la presenza di un numero superiore di migranti rispetto alla realtà, continuando così a percepire trenta euro al giorno per ciascuno di loro, presenti o assenti che fossero. Continuavano, cioè a incassare, sempre secondo l'accusa, anche in nome di chi non aveva mai messo piede o aveva già lasciato la struttura. L'inchiesta coinvolge anche altre quattro persone residenti tra Perugia, Città di Castello e Gubbio.

Le dichiarazioni di CGIL Firenze

"La notizia del commissariamento della cooperativa che gestisce il CAS di San Pellegrino a Firenzuola non ci sorprende, avendo sostenuto le rivendicazioni dell’unico dipendente presso la Prefettura di Firenze relative alle condizioni di lavoro e del servizio.

Le modifiche normative introdotte dal Governo dopo la strage nel mare di Steccato di Cutro hanno ridotto i diritti alla protezione e all'asilo dei migranti, peggiorando le condizioni di soggiorno di chi arriva. A

Anche i Sindaci hanno recentemente denunciato che i CAS – Centri di Accoglienza Straordinaria – sono pieni mentre i SAI -Sistema Accoglienza Integrazione – gestiti dai Comuni, improntati su una maggior presa in carico attraverso i progetti individualizzati, hanno posti vuoti. 

Chiediamo di rendere queste tipologie di servizi come strutturali: bisogna uscire dall'emergenza e investire sull'accoglienza, nell'interesse di lavoratori e ospiti

Servizi che il governo vuol gestire come emergenza a scapito delle condizioni di vita dei beneficiari e di lavoro degli operatori del settore. Come i lavoratori delle commissioni territoriali per la protezione internazionale che sono in stato di agitazione per chiedere un adeguato riconoscimento della loro professionalità e che il loro servizio diventi definitivamente una struttura stabile del Ministero dell’Interno per l’accoglienza, il riconoscimento e l’integrazione dei rifugiati e richiedenti asilo; oppure come agli operatori degli enti del terzo settore che vedono ridurre quantità e qualità di lavoro venendo meno i servizi di apprendimento della lingua italiana, la consulenza legale e più in generale ciò che contribuisce a rafforzare una cultura dell’accoglienza e favorire la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari."