Borgo San Lorenzo, 30 gennaio 2024 – Che le acque agitate fossero arrivate all'interno del PD di Borgo San Lorenzo, era noto, ma dopo l'assemblea degli iscritti di ieri sera che ha scelto Cristina Becchi come candidata Sindaco alle prossime Amministrative di giugno, queste acque rischiano di diventare uno tsunami.

La sx del partito non ci sta, sia sulle scelte delle alleanze ne sulle modalità con cui si è arrivati alla scelta di candidare l'attuale vice Sindaco di Borgo San Lorenzo. Abbiamo chiesto ad uno dei più autorevoli esponenti del PD borghigiano appartenente alla sx Antonio Margheri, un parere su quello che è avvenuto ieri sera durante l'Assemblea e sul futuro del PD boghigiano. 

 

Penso che ognuno farà le sue scelte e tutte saranno sofferte e legittime considerato il tipo di politica che è venuta alla luce durante queste settimane ed in assemblea. Un'ora scarsa di discussione, una candidatura a sindaco decisa da 16 persone, in gran parte amministratori ricandidabili. Una coalizione non discussa, senza accordi scritti da nessuno dei contraenti. Con Sinistra Italiana che non è presente a Borgo e che probabilmente è stata semplicemente cooptata da Firenze senza conoscere nulla delle dinamiche politiche locali. Unico punto di unità, il no alle primarie e il terrore di aprirsi ad un vero confronto. Questa non è politica. Zero contenuti, massima continuità e chiusura nel partito, nell'Amministrazione Comunale e nelle alleanze a sinistra. Modo peggiore per lanciare la candidatura di una donna non poteva esserci. Sono prevalse logiche di autoconservazione. Questa è la realtà. Un massimalismo conservatore che divide il PD ed espone a seri rischi elettorali.